Echeggiano le parole del giorno prima in conferenza stampa: ‘…Spero di non far danni’, aveva più o meno detto Massimiliano Allegri al debutto della sua esperienza bis sulla panchina del Milan. Quasi profetiche le sue esternazioni anche se la paternità dei danni, dopo la prima giornata di Serie A contro – in casa – contro la Cremonese è da attribuire ad una difesa horror.
Il Milan perde in casa contro la Cremonese che mai, nella sua storia, aveva vinto la prima giornata di Serie A. Un dato storico che regalerà una settimana di buone sensazioni ai tifosi della squadra allenata da Davide Nicola; sentimenti opposti per i supporters rossoneri che invece dovranno fare i conti con i fantasmi e le scorie della scorsa stagione.
Massimiliano Allegri non è un giocoliere; non si chiedeva certo, considerata la rosa attuale, una svolta immediatamente visibile. Le sorti del Milan, però, partono da premesse da incubo e soprattutto con un neo ben visibile e che difficilmente può essere estirpato con poco lavoro e qualche strigliata. La difesa rossonera imbarca acqua, forata a più riprese e soprattutto sui 2 gol che hanno permesso alla Cremonese di confezionare uno storico trionfo a San Siro.

Baschirotto si inserisce, la difesa del Milan spalanca le porte
Il primo gol della Cremonese ai danni del Milan lo sigla Baschirotto; mostra i muscoli il difensore una volta conscio di aver gettato in rete la palla di uno storico vantaggio. In realtà la sua massa corporea non è stata necessaria nella contesa in area di rigore; parte più o meno dal limite dell’area di rigore rossonera, entra indisturbato tra i colleghi di reparto, avversari, che sembrano guardarsi reciprocamente come a cercare – sul momento – la soluzione per arginare quel movimento. Il risultato? Gabbia che si gira quando ormai è troppo tardi, Pavlovic che arriva in tremendo ritardo, Loftus-Cheek che cala il tappeto rosso e Baschirotto che ringrazia per l’accoglienza e sigla il gol del vantaggio.
Fofana pietrificato e Bonazzoli delizia con una perla: difesa del Milan priva logica
Il secondo gol, per lacune difensive, è quasi una fotocopia del primo. La realizzazione di Bonazzoli è certamente da cineteca, una mezza rovesciata spaziale e coordinazione invidiabile. La meraviglia dei primi secondi successivi al nuovo vantaggio della Cremonese ai danni del Milan è però presto passata in secondo piano quando, in moviola, si osservano i movimenti della difesa rossonera. Pavlovic richiama anzitempo l’attenzione di Fofana che, come spaesato, accetta il consiglio del compagno ma senza aver compreso realmente il senso di quell’allarme. Immaginate un concerto punk-rock, immersi in sonorità estreme con qualcuno che prova a porvi una domanda: il risultato è ‘Ok, annuisco e basta’. Ecco, il centrocampista del Milan sollecitato da Pavlovic in copertura sembra mettere qualcosa che si avvicina molto a tale similitudine musicale. Entra in area, si guarda intorno, ma quando arriva il cross nemmeno accenna ad avvicinarsi a Bonazzoli; si limita ad un sorvolo dal basso per poi pietrificarsi una volta appurata la nuova rete subita.
Milan, una falsa partenza senza alibi contro la Cremonese
In sostanza, non tanto i difensori; il concetto di difesa sembra essere il vero problema del Milan già messo in evidenza nel precampionato e ora urlato ai 4 venti dopo la prima giornata di Serie A scandita dalla sconfitta, a San Siro, contro la Cremonese. Difficile poter attribuire colpe a Massimiliano Allegri ma, al contempo, non si può certo ascrivere ad un mercato carente il buio pesto osservato all’esordio in campionato. Un leader difensivo è forse necessario ma lo switch mentale non è in vendita in fase di calciomercato; in questo, sarà fondamentale l’apporto dell’allenatore a prescindere dai giocatori a disposizione.






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