Il mondo dei videogiochi è stracolmo di titoli a tema pandemia, tra disastri zombie e simili; ma immaginate possibile che una circostanza simile possa realizzarsi senza il controllo e la volontà degli sviluppatori? Ecco, è successo nel 2005 in uno dei giochi più celebri di sempre: World of Warcraft.

Un’esperienza ai limiti dell’assurdo, eppure accaduta: un semplice boss, tutt’altro che irreprensibile, aveva nel suo arsenale una mossa che gli sviluppatori di World of Warcraft avevano evidentemente sottovalutato per quelle che poi furono le conseguenze nella settimana seguente al raid. ‘Corrupted blood’, l’effetto era quello di intaccare i punti vita dei giocatori presenti durante il raid, compresi quelli vicini. Chiaramente, gli sviluppatori del gioco non potevano immaginare che tali effetti potessero determinare una vera e propria pandemia in World of Warcraft.

Pandemia in World of Warcraft. (Foto: Web)

Gli effetti della mossa ‘Corrupted blood’, quasi inspiegabilmente, finivano per intaccare alcune classi presenti nel gioco al punto da portare i suoi effetti anche fuori dal raid. Ma non è tutto; anche gli NPC – non potendo passare a miglior vita – diventarono letteralmente il veicolo principale del contagio. Senza dimenticare la complicità degli animali necessari per gli spostamenti all’interno del gioco; in poche ore, gli effetti nefasti di una semplice mossa di un boss devastarono l’intero universo del gioco.

Pandemia in World of Warcraft. (Foto: Web)

Milioni di corpi di giocatori ammassati nella mappa di gioco, server intasati e incredulità generale: queste le caratteristiche della pandemia in World of Warcraft nel 2005. Gli sviluppatori impiegarono un’intera settimana per rilasciare una patch risolutiva; sia per risolvere il problema ‘contagio’ sia per ripulire lo spazio di gioco da quelle salme virtuali.

Lascia un commento

In voga