Le circostanze hanno un peso, più dei numeri; Napoli Inter era una partita stracolma di trappole, di angherie. Situazioni che potevano girare da una parte o dall’altra, ondivaghe e senza un flusso regolare. I nerazzurri forti di sette vittorie consecutive, gli azzurri reduci da due sconfitte di fila con l’ultima in Champions League piuttosto cocente. Sullo sfondo le reminiscenze della passata stagione con il tricolore arrivato all’ombra del Vesuvio e con l’angosciosa sensazione interista di aver quasi agevolato quel trionfo.

Premesse che, appunto, erano una trappola valida per entrambe le squadre; il primo che sbaglia, paga; e così è stato. L’Inter cede al nervosismo, alla paura di non concretizzare la vendetta e di non riuscire a dare il colpo di grazia al Napoli in evidente difficoltà dopo le ultime uscite. Dal rigore che disturba l’umore alla furbizia di Antonio Conte che si gioca la carta della provocazione per irretire e toccare il tallone d’Achille nerazzurro; gli uomini di Cristian Chivu, dopo un primo tempo positivo, lasciano il palco agli avversari e si lasciano tramortire con svarioni tattici e un nervosismo preoccupante.

Al di là dalle recriminazioni arbitrali, Napoli Inter ha messo in evidenza proprio quel malessere che Cristian Chivu sta cercando di lenire con cautela e, nel momento giusto, curare. L’umore sposta gli equilibri, ancora; lo spogliatoio mostra ai tifosi nerazzurri due versioni opposte dei propri giocatori che da arrembanti e concentrati si tramutano in nervosi e disordinati.

Non si può certo parlare di scorie ancora vive; il percorso dell’Inter prima della sconfitta con il Napoli ha messo in evidenza una netta ripresa dopo le delusioni del passato recente. Altrettanto vero è che quel punto debole è ancora lì; come un virus quasi debellato ma comunque ancora pungente, influente se sollecitato. Lo confermano le parole di Chivu che nel post partita ha sottolineato le energie dissipate per uno scontro tra panchine; non a caso, dopo quel momento, l’Inter è letteralmente sparita dal campo.

Acerbi irriconoscibile, Akanji – che prima della sfida con il Napoli era stato eccellente – sembra perdere la percezione dello spazio e delle misure. Il resto lo fa l’emotività; questa la trappola che Antonio Conte è riuscito ad eludere lasciando che fossero gli avversari a precipitare nel baratro del nervosismo. I cambi nerazzurri non invertono la tendenza come se quel senso di frustrazione avesse già contagiato tutti in modo irrimediabile.

Nulla di irreparabile; passo lento delle aspiranti al primo posto e distanze ridotte. L’Inter perde un’occasione ma al contempo ottiene l’opportunità di trasformare lo smacco in un rinnovato desiderio di rivalsa ancor più incandescente e capace di sciogliere in maniera definitiva quelle scorie emotive che ancora pesano. I nerazzurri hanno dalla propria anche il tempo: La sconfitta con il Napoli arriva all’ottava giornata, il cammino è lungo ma il monito deve essere chiaro: i bonus ‘passo falso’ sono praticamente finiti.

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