Dopo la pareggite cronica di Igor Tudor, condita da un paio di sconfitte pesanti, l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus poteva infondere fin da subito gli stimoli giusti per un necessario colpo di coda. Dopo le prime 3 gare del tecnico ex Napoli il bottino è di una sola vittoria – all’esordio in panchina, contro la Cremonese – e due pareggi: 1-1 in rimonta contro lo Sporting Lisbona in Champions League e il recente 0-0 nel derby col Torino.

La cura Spalletti non ha avuto effetto immediato; impantanata nel derby della Mole, la squadra bianconera deve accontentarsi del secondo pareggio consecutivo dopo quello in Champions League contro lo Sporting Lisbona. Il tecnico toscano sta evidentemente prendendo le misure, valutando le vibrazioni nello spogliatoio della Juventus che sono fondamentali per la scelta dell’11 ideale; il risultato però, almeno per ora, non è in linea con le aspettative del tifo bianconero.

Soprattutto in attacco sembra esserci qualcosa da sistemare; dopo un mese di ottobre con 4 partite consecutive senza segnare – di fatto, tendenza fatale per la panchina di Igor Tudor – con l’arrivo di Luciano Spalletti la reazione della Juventus è stata puntuale ma non costante. 3 gol fatti e 2 subiti, un dato che migliora se si considera anche la partita contro l’Udinese (vinta 3-1) senza Igor Tudor esonerato ma ancora senza il tecnico di Certaldo in panchina. Torna quindi a squillare un campanello d’allarme dopo l’ennesima partita a reti bianche, appunto, nel derby contro il Torino.

Il compito più arduo per Luciano Spalletti è dunque riuscire a donare alla Juventus la solidità offensiva che evidentemente manca; Openda non brilla, David sembra ormai in balia degli eventi. L’unico a mettersi in evidenza per caparbietà è Vlahovic, ma manca la cosa più importante: l’appuntamento con il gol. L’allenatore toscano, storicamente, ha quasi sempre valorizzato i centravanti: nasce da qui il dubbio che sia necessario partire dalle fondamenta, rivalutare il modulo e l’assetto tattico per garantire maggiore pericolosità sulla trequarti senza però perdere equilibrio nella fase difensiva.

Troppo presto per giudicare il cammino in corsa di Luciano Spalletti, anche considerando le difficoltà nel prendere una squadra come la Juventus a campionato in corso. Al contempo, le lancette non attendono; la Serie A si avvicina al giro di boa e per restare in scia delle posizioni che contano serve invertire la rotta il prima possibile.

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