Antonio Conte sottolinea il mancato riposo e la rosa tormentata dagli infortuni; ma cos’è che davvero manca al Napoli per imporre il proprio gioco anche in Champions League? In Serie A, dopo quel breve momento preoccupante – pareggio con il Como, sconfitta con il Bologna – la squadra azzurra è tornata a primeggiare come testimoniato dalle 3 vittorie su 3 in sfide tutt’altro che banali: Atalanta, Roma e Juventus. Eppure, salvo la parentesi positiva contro il Qarabag, quando la squadra del tecnico leccese sente in lontananza l’inno della Champions sembra quasi perdere qualsiasi tipo di abbrivio.
Napoli poco credibile come i suoi stessi alibi: in Champions League squadra spenta e lontana dalla versione Serie A
Il tracollo di Eindhoven ma anche le reti bianche con l’Eintracht Francoforte; l’inevitabile sconfitta casalinga con il Manchester City e l’ultima delusione in casa del Benfica. Salvo quella contro i citizens, risulta difficile credere che il Napoli di Antonio Conte non potesse ottenere qualcosa di più dalle restanti gare citate dove il bottino è stato di 1 punto su 9 disponibili. Solo 2 vittorie su 6 match disputati: contro il Qarabag ma senza brillare e contro lo Sporting Lisbona, in quest’ultimo caso vittoria di misura e con non poche sofferenze. Un riassunto che non sembra appartenere alle reali capacità degli azzurri. Un cammino sostanzialmente poco gratificante per il Napoli e che non può ridursi agli alibi della rosa corta e delle ore di riposo in meno.
Lucidità smarrita e reazione solo accennata: la sconfitta con il Benfica tra assetto tattico ed emotività
Contro il Benfica è mancata la convinzione, lo spirito; difficile attribuire colpe all’assetto tattico se non una poca efficacia del pressing. Merito anche degli avversari che, sotto la guida di Josè Mourinho, hanno impensierito in particolare il centrocampo azzurro con movimenti frenetici e senza punti di riferimento. Poca reazione, poca lucidità; influisce certamente il riposo, il carico degli impegni – come sottolineato da Antonio Conte nel post-partita – ma è altrettanto vero che anche in circostanze vissute con meno infortuni e con più riposo il risultato è stato ugualmente deludente.
2 partite per riscrivere i giudizi sul cammino europeo: Napoli, ora è vietato sbagliare
In sostanza, l’inno della Champions League non sembra suscitare emozioni coinvolgenti per il Napoli; manca l’emotività che vince sull’ordine tattico, manca la voglia di imprimere il proprio gioco anche in Europa al pari di quanto fatto negli ultimi 2 anni in Serie A. In ogni caso, il tempo sarà anche poco ma non gioca totalmente a svantaggio dei partenopei: 7 punti in classifica e ancora 2 partite da giocare contro Copenaghen e Chelsea tra più di un mese. Un rush conclusivo da punteggio pieno potrebbe sistemare il giudizio sul cammino del Napoli in questa fase a girone unico. Diversamente, si tornerà a parlare delle due facce di Antonio Conte: imperioso in Serie A, timido in Champions League.






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