Non è più quel giovane talento, quella promessa prossima ad esplodere; il calcio ha un concetto di tempo compresso, stretto, a 27 anni Armand Laurientè è considerato un uomo maturo per il rettangolo di gioco ma non per questo il futuro non può riservagli ancora sorprese. La tenacia che lo ha caratterizzato in questi anni lo dimostra, al pari dell’attaccamento alla maglia del Sassuolo; due anni fa poteva cambiare casacca con la retrocessione in Serie B. Invece, a dispetto delle sirene di mercato, ha sposato ancora la causa neroverde brillando e trascinando i compagni verso il ritorno in Serie A a suon di gol, dribbling e ottime prestazioni.
Pochi minuti per rovinare la domenica al Milan, il ‘fattore Laurientè’
Arriviamo così alla partita contro il Milan della scorsa domenica; un Sassuolo senza Armand Laurientè almeno finchè il tecnico, nel momento più delicato, non ha deciso di lanciarlo nella mischia. Sarà poi proprio Fabio Grosso a spiegare il perchè della sua assenza dal primo minuto in una partita così difficile; un problema fisico, nulla che però abbia impedito al francese di scendere in campo per gli ultimi 20/25 minuti e salire in cattedra.
Ai primi tocchi al pallone mette subito al servizio della squadra tutto il suo repertorio da funambolo, a tratti da eccentrico; il gol del 2-2 è una perla di squadra ma con la firma proprio di Laurientè a rendere il tutto ancor più brillante per il Sassuolo e da psicodramma per il Milan.
Un funambolo imprevedibile: genio e discontinuità, quale futuro per Armand Laurientè?
L’uomo che non ti aspetti, l’uomo che è cresciuto; ovviamente l’uomo della domenica, colui che ha preferito i colori del tempo alle sirene vacue del denaro. Armand Laurientè ha compiuto 27 anni qualche giorno fa; è lontana l’alba della sua carriera ma altrettanto vale per il tramonto; prezioso per i tifosi neroverdi e imprescindibile quando si tratta di offrire al gioco quel guizzo, quel pizzico di imprevedibilità che spezza anche la partita più arcigna.
Resta il rammarico della discontinuità, quella sorta di incapacità cronica di dare costanza a quel talento evidente e luminoso. La storia di Armand Laurietè è forse alla metà del suo romanzo personale; tante pagine bianche attendono ancora di essere scritte e quelle precedenti, eventualmente, riscritte.






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