Il Milan lascia il trono, depone lo scettro; un anno dopo, nessuna rimonta miracolosa salva i rossoneri. La sconfitta contro il Napoli nella semifinale di Supercoppa Italiana, è totale; i campioni in carica hanno mostrato ai partenopei tutti i punti deboli di questa stagione e, salvo un primo tempo che avrebbe potuto indirizzare il cammino verso un sentiero diverso, la seconda frazione è stata indecorosa per gli uomini di Massimiliano Allegri ed a senso unico per gli 11 di Antonio Conte.
Maignan ‘normale’ per un giorno e il Milan si scopre più che vulnerabile: con il Napoli non c’è partita
Al di là delle responsabilità di Mike Maignan sui 2 gol subiti dal Milan – dopo i miracoli recenti, poco si può rimproverare all’estremo difensore francese – e sorvolando anche sulle lacune difensive che in realtà appartengono più ad amnesie legate alla concentrazione che a mancanze tecnico-tattiche. C’è un elemento cruciale, una differenza tra rossoneri e Napoli che è forse la vera matrice della disfatta in Supercoppa Italiana: il bomber. Nella serata in cui brilla Hojlund – assist e gol – i tifosi del Milan hanno dovuto osservare l’ennesima prestazione negativa di Nkunku; incapace di impensierire la difesa avversaria, amaro riflesso del talento che appena 2 anni fa spinse il Chelsea a versare oltre 60 milioni di euro nelle casse del Lipsia.
Bomber ‘cercasi’, rossoneri inconsistenti in attacco: Nkuku & co. non possono bastare
L’allarme bomber per il Milan non suona unicamente per le performance inconsistenti di Christopher Nkunku; ai rossoneri la mancanza di un centravanti puro va ben oltre la scarsa determinazione e applicazione del francese arrivato pochi mesi fa. La lista si allunga con Santiago Gimenez; tormentato dagli infortuni ma, anche in assenza di grane fisiche, il messicano è stato in più occasioni l’uomo in meno del Milan. Sorte poco fortunata per Leao che di certo non è un bomber e nemmeno un centravanti; complice qualche infortunio di troppo, lì davanti ha brillato in poche occasioni. Resta Pulisic e anche per lui, dal punto di vista tattico, non siamo certo al cospetto di un giocatore con il physique du role del centravanti.
Milan apatico in attacco: il confronto con il Napoli obbliga a cercare soluzioni in chiave calciomercato
Arriviamo così alla sconfitta contro il Napoli; l’impressione è stata quella di un Milan che, senza gli sforzi sovrumani del portiere e senza una difesa ordinata, poco ha da offrire nel reparto avanzato. Un sistema che poggia su due ingranaggi dove, se ne salta uno, salta tutto. Dall’altra parte invece torna Lukaku – almeno in panchina – e Hojlund e compagni sfoderano una prestazione nemmeno esagerata ma quanto basta per annichilire un avversario con poche idee e soprattutto pochi punti di riferimento in campo. La speranza rossonera è di poter affidare il compito del gol a Fullkrug; il centravanti sembra destinato ad arrivare al Milan in vista della prossima finestra di calciomercato e chissà che non sia proprio il 32enne l’uomo giusto per arricchire il tabellino a suon di gol.

Fullkrug promesso rossonero: ma è davvero lui l’uomo giusto per il Milan?
La certezza è prettamente tattica; per il gioco di Allegri un uomo di peso come Niclas Fullkrug è certamente funzionale. Abile nel gioco spalle alla porta, airone in area di rigore quando si tratta di spizzare e colpire di testa. Al contempo, non è detto che a 32 anni si sia davvero guadagnato un posto al Milan e che sia capace di fare la differenza. L’esperienza c’è, ma questa famelica propensione al gol non è tra le sue peculiarità recenti. Reti a raffica negli anni al Werder Brema ma, negli ultimi tempi, sembra essere entrato nella fase calante della sua carriera. Al Borussia Dortmund 2 anni fa ha superato appena la doppia cifra; dal 2024 al West Ham ha invece siglato appena 3 gol. Insomma, altra scommessa per il Milan più che solida promessa.






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