La ‘prima volta’ che i tifosi della Fiorentina di certo non pensavano di celebrare riavvolgendo il nastro alla scorsa estate; l’arrivo di Pioli, un mercato coerente e senza addii fragorosi, il sogno di agguantare posizioni importanti in chiave europea. Tutto sfumato, ambizioni e non sogni che però ora coincidono con uno ‘sprofondo rosso’ che attanaglia il cuore dei fan viola. Eccoci quindi alla ‘prima volta’, la vittoria numero 1 di questa stagione di Serie A dopo 16 giornate; uno scenario che, nella peggiore delle predizioni, era decisamente impronosticabile.
Vittoria tra i fischi: la ‘prima volta’ della Fiorentina è meno di un regalo di Natale
Prima di arrivare alla prima vittoria della Fiorentina non si può non passare in rassegna l’atmosfera intorno al club, i sentimenti dei tifosi che hanno accolto con fischi il trionfo ai danni dell’Udinese, anche roboante seppur supportato dall’espulsione nei primi minuti per i friulani. L’impressione è che non possa bastare, una vittoria dopo 16 giornate di Serie A non stravolge la storia troppo recente: un filotto da incubo per la Fiorentina che prima di oggi vantava in classifica appena 6 punti in 15 giornate.
Lo spettro della stagione 1992-93: quante analogie con una delle più amare retrocessioni in Serie B
Impossibile non notare la somiglianza con la stagione 1992-93, grandi annunci dopo il mercato estivo, grandi ambizioni con una rosa che poteva vantare stelle che ai tempi e non solo facevano gola alla concorrenza: Gabriel Batistuta, Laudrup – giusto per citarne alcuni – ma il destino viola fu, anche in quella occasione, nefasto e scandito da un cammino inglorioso. A dispetto della presenza delle selle citate, la squadra precipitò in Serie B devastando il cuore dei tifosi e tradendo le speranze estive. E, pensate un po’; in rosa c’era anche un certo Stefano Pioli…
Più o meno ciò che vivono oggi i tifosi della Fiorentina, come sottolineato in precedenza; da Roberto Piccoli ad Edin Dzeko, passando per Gudmundsson e Fazzini, senza dimenticare Nicolussi Caviglia e Sohm. Insomma, un mercato tutt’altro che di secondo piano e con una spesa piuttosto ingente; eppure, la Serie A 2025-2026 si è presto tramutata nel peggior incubo per i tifosi gigliati.
Potenziale da Champions ma classifica da Serie B: il paradosso che può condannare la Fiorentina
Appurata la somiglianza tra 1992 e 2025, il destino della Fiorentina è tutt’altro che segnato: a oggi la salvezza dista 5 punti e il potenziale dei viola è tale da poter immaginare un filotto di vittorie che, per altre squadre in quelle porzioni di classifica, sarebbe difficile da pronosticare. Vanoli, di contro, ha una formazione importante e ricca; nessun alibi, nessuna recriminazione. Dalla prima vittoria contro l’Udinese della scorsa domenica (5-1) si può guardare al futuro con speranza; il calciomercato prossimo alla riapertura può essere un ulteriore salvagente per la dirigenza della Fiorentina, sia in uscita che in entrata.
Il potenziale è tra i più evidenti della Serie A, il risultato effettivo tra i peggiori: il segreto per la rinascita della Fiorentina risiede proprio nella capacità di correggere il tiro tra i due poli e far pendere la bilancia dal lato del potenziale piuttosto che dal lato degli intrecci horror attuali. E’ evidente che c’è qualcosa nello spogliatoio che disturba l’umore, che si tratti di rapporti umani o di divergenze professionali; è in questi casi che a vincere deve essere la caratura umana, la capacità di prendere atto della situazione e tralasciare il superfluo. Non c’è lacuna tecnica – al massimo, qualcosa di tattico da sistemare – non c’è carenza di organico, anzi; altre concorrenti farebbero carte false per poter giovare di almeno 5 o 6 nomi attualmente alla Fiorentina. La vittoria con l’Udinese può essere il giro di boa, il crocevia; il momento in cui i tifosi si aspettano più dei primi 3 punti come regalo di Natale.






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