Alessandro Bastoni non figura nelle Pagelle Goliardiche di Inter Juventus 3-2 ma è doveroso menzionarlo in qualità di Prometeo del calcio. Il titano della mitologia greca donò agli uomini la scoperta del fuoco; il centrale nerazzurro ha invece rivelato l’esistenza della simulazione che a quanto pare, prima del suo gesto, risultava sconosciuta. In questi giorni di particolare indignazione per il popolo italico – soprattutto per la compagine non di sponda interista – c’è chi si erge a paladino di giustizia, chi vorrebbe urgenti interrogazioni parlamentari per condannare con ulteriore fermezza il tuffo olimpico del difensore meneghino. La verità è che nel bello del calcio c’è anche l’ipocrisia dei giudizi faziosi, l’evidenza di un alfabetismo funzionale che presta il fianco ad una memoria a breve termine. Kafka sarebbe felice di farci un romanzo, Pirandello una commedia, qualcun altro invece preferisce approfittare dell’attenuarsi del dibattito per dare spazio all’ironia, all’umorismo; alle Pagelle Goliardiche di Inter Juventus 3-2.
INTER JUVENTUS 3-2 PAGELLE GOLIARDICHE:
PIOTR ZIELIŃSKI: VOTO 9
Ricordate la storia della Zubrowka? Da allora il centrocampista polacco si dichiara astemio ma le recenti prestazioni da 10 e lode hanno sollevato più di qualche dubbio nell’ambiente nerazzurro e non solo. Contro la Juventus la sua performance è in divenire; inizia a fari spenti, occhi socchiusi come dopo una notte insonne trascorsa a giocare a briscola in albergo. Di minuto in minuto cresce, sale in cattedra; ma sovente effettua un movimento strano verso i calzettoni che insinua un dubbio che presto si tramuta in certezza. Lì si nasconde una versione in miniatura della nota vodka all’erba di bisonte! Il polacco beve l’ultimo sorso quasi sui titoli di coda, giusto in tempo per sfoderare l’ennesima giocata da funambolo. Sterzata sciistica, controllo orientato e bolide imparabile: 3-2 per i nerazzurri, festa negli spogliatoi e – ancora una volta – si torna a casa a piedi per smaltire quella piacevole sbronza. MVP = MORE VODKA PLEASE
FRANCESCO PIO ESPOSITO: VOTO 7,5
Quel viso d’angelo e quella capigliatura potrebbero ricordare il primo DiCaprio; in realtà l’attore è tutt’altro che un esempio da seguire per il buon Francesco Pio. Si muove in campo con sguardo placido e consapevole ma non ha alcuna intenzione di emulare la star di Hollywood: ok l’estetica e il fatto di avere entrambi due nomi di battesimo, ma meglio non augurarsi di aspettare vent’anni per un riconoscimento che vale una carriera. Difficile che il primo derby d’Italia si tramutasse nel red carpet verso l’Oscar del calcio ma la rete del momentaneo 2-1 è comunque un antipasto più che gradito. A fine gara nessuno gli chiede la maglia ma in compenso dagli spalti arriva una pioggia di indumenti intimi che nemmeno per Zac Efron ai tempi di High School Musical. MIGLIOR ATTORE QUASI PROTAGONISTA.
FEDERICO DIMARCO: VOTO 8,5
Un piacere proibito, così surreale quanto disarmante; in molti ricorderanno la scena delle casalinghe inebriate dalla maestria di Edward mani di forbice, così grottesco ma al contempo da estasi mistica quando si trattava di trasformare le chiome del gentil sesso, siepi e pezzi di ghiaccio. Ecco, Federico nel giorno di San Valentino ha donato ai tifosi nerazzurri quell’esatta sensazione di godimento: ennesima pennellata chirurgica e record di concepimenti nei minuti successivi al suo assist, sarà un caso? Intanto l’esterno nerazzurro si gode il momento: complimenti da stampa, tifosi, famiglia e da Tim Burton che lo ha scritturato per Beetlejuice 3. FEDERICO, FEDERICO, FEDERICO!
LUIS HENRIQUE & MICHELE DI GREGORIO: 4,5
Volubili sarebbe dire poco, croce e delizia altrettanto; rubano il mestiere a Dottor Jekyll e Mr Hyde alternando in maniera vertiginosa la migliore e la peggiore versione di sé stessi. Il brasiliano si trasforma in Gigi Enrico – un mio vicino di casa che non vi raccomando – quando, dopo aver propiziato il gol del momentaneo 1-0, si dimentica di esistere lasciando a Cambiaso la strada spianata per il pareggio. Michele Di Gregorio non è da meno quando, proprio sul tiro dell’esterno nerazzurro, si trasforma in una sirena che ignora totalmente il corretto utilizzo delle gambe. ALTRO CHE ROBERT LOUIS STEVENSON!
MANUEL LOCATELLI: 6-
Manuel, assicurano i compagni, è un grande appassionato di mitologia greca; deve però aver frainteso la storia di Cassandra la cui dote era quella di prevedere eventi negativi senza essere mai creduta. Il capitano della Juventus ammonisce i compagni sui possibili pericoli in arrivo così come la profetessa fece con i Troiani quando videro alle porte della città un mastodontico destriero in legno. La figlia di Ecuba e Priamo aveva effettivamente ragione, il centrocampista anche: peccato che, nel caso del bianconero, il cavallo di Troia fosse proprio lui. Si lascia sovrastare da Esposito sul 2-1 e vanifica il suo gol del momentaneo pareggio dato che, pochi minuti dopo, perde i sensi sulla finta di Piotr Zielinski che sigla il definitivo 3-2. TRAPPOLA FATTA IN CASA





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