Dalla stretta vicinanza al Circolo Polare Artico al ‘muro giallo’, dalla bolgia di Bergamo all’infausta ricaduta di San Siro; nel mezzo la debacle turca e il ‘canto del cigno’ bianconero. Le squadre di Serie A salutano i playoff di Champions League, consapevoli di aver vissuto e donato emozioni sicuramente variegate ma per la maggioranza negative. L’Inter cade 2 volte e sente il prurito di una ferita risalente a poco meno di un anno fa, la Juventus supera sé stessa per poi arrendersi un po’ alla sfortuna e un po’ agli episodi; la gioia incontenibile è invece targata Atalanta. I nerazzurri, con un colpo di coda da cineteca, mettono la firma su una rimonta che sarà certamente impressa nella storia della Dea.
Ma cosa c’entra Sanremo 2026 con la Champions League e in particolare con il cammino delle squadre di Serie A? Ovviamente nessun legame diretto; ma, come risaputo, poche arti riescono ad avere la potenza allegorica della musica quando si tratta di raccontare storie di emozioni così intense ed a tratti convulse. Il ritorno dei playoff, tra l’altro, è coinciso con la 1a e 2a serata della kermesse; motivo in più, seppur casuale, per unire riferimenti musicali e sorti sportive e per rappresentare sul pentagramma le ultime avventure di Inter, Juventus e Atalanta.
Inter, ‘Un’altra figuraccia’ | Uomo che cade – Tredici Pietro
Inaspettata la caduta, inaspettata la mancata impresa; l’Inter saluta la Champions League forse nel peggiore dei modi dopo quello che è accaduto, all’ultimo atto, nella passata edizione. Il Bodo Glimt, di giallo vestito, tramortisce i nerazzurri imponendo il proprio gioco e dimostrandosi ben oltre le aspettative di chi – improvvido – ha osato sottovalutare i norvegesi. C’è allora un interista – anche un po’ bolognese – sul palco dell’Ariston: ‘E faccio un’altra figuraccia, come un bambino scivolato in una piazza’, canta così Tredici Pietro a Sanremo 2026, quasi svelando l’antifona che si cela dietro la disfatta nerazzurra. ‘…A volte siamo bravi a sparire per non rischiare di farci male’. Forse gli uomini di Chivu hanno preferito non avvicinarsi a quella cocente nemesi, a quella delusione recente che purtroppo è storia; quella fretta di dirsi arrivederci, quella voglia di rimandare lo scontro con i demoni del passato, anche a costo di entrare nel vortice delle critiche. E allora andando a ritroso, per procrastinare: ‘Se ti farà male allora non pensare, chiudimi la porta in faccia’.
Juventus, un’impresa sfiorata che fa male ‘come un’allucinazione’ | Stupida sfortuna – Fulminacci
Uno spettacolo pirotecnico, un primo capitolo roboante; un viaggio a Istanbul da cancellare più che da dimenticare e l’impresa era quasi riuscita alla Juventus di Luciano Spalletti. 3 gol per rimandare tutto ai tempi supplementari, 4 per regalarsi un trionfo titanico che avrebbe destato l’invidia dei detrattori. Ma ‘proprio come un’allucinazione in mezzo a tutte le persone’, i bianconeri hanno solo assaporato quel miracolo sportivo. Ce lo racconta Fulminacci con ‘Stupida sfortuna’, lo descrive inconsapevolmente sul palco di Sanremo 2026 quando intona: ‘Sono dove stavo ieri, ho solo più pensieri, un po’ meno fiducia e qualche buona scusa’, perchè al netto di tutto non si può non parlare di ‘stupida stupida stupida sfortuna’ quando per la terza volta in quattro partite spunta un cartellino rosso dal taschino del direttore di gara. ‘Gelida gelida gelida paura’, di dover accettare lo sfumare di un sogno ancora una volta – e non solo – per un episodio infausto: ‘continuo a perdere le chiavi di casa, vado di corsa e resto indietro’. E si prosegue con la narrazione di una Juventus che sembra voler tornare quella di un tempo ma che al contempo lotta contro un destino che non è ancora dello stesso avviso: ‘E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi, di primavere e poi di nuovi rami spogli’.
Atalanta, emozioni riservate a chi ‘ci crede davvero’ | I Romantici – Tommaso Paradiso
Con le compagne d’avventura si è ritrovata a dover gestire l’onere dell’impresa da compiere ma di fatto si è affermata come l’unica ad aver avuto il coraggio di rivendicarla – letteralmente – fino all’ultimo secondo. L’Atalanta è anche Dea; e nella sua forma europea preferisce appunto toccare la sua forma divina piuttosto che le fattezze terrene di una semplice squadra di calcio. Il ritorno di Champions League contro il Borussia Dortmund, nella notte della 2a serata di Sanremo 2026, sembra descriverlo Tommaso Paradiso con ‘I Romantici’. ‘Mi sveglio sotto la pioggia che cade’, pensando alle emozioni pre-gara, ‘Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto’ sembrano urlare i giocatori rivolgendosi alla curva: ‘come hai fatto tu’. La rivalsa è uno splendido dono, un regalo necessario per ricambiare quell’amore incondizionato a tinte nerazzurre: ‘i romantici guardano il cielo, e ci credono davvero’, ed a furia di credici la Dea ha avuto ragione. All’ultimo secondo, all’ultimo respiro, quella gioia è stata restituita a migliaia di tifosi in lacrime. Un sogno per una notte, a prescindere da quello che sarà il futuro, per darsi forza nel presente e piacevoli ricordi quando e se dovessero giungere momenti più bui: ‘Una musica dolce per i tuoi sogni malinconici’.





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