C’è una linea sottile che divide la convinzione che sia solo un gioco e la percezione che dietro tutto vi sia una sorta di disegno divino; Inter-Como è stata in tutto è per tutto da romanzo calcistico, una sfida che è evidentemente sfuggita dalla volontà dei protagonisti e che ha preso delle derive scandite dal volere delle divinità che governano il rettangolo di gioco più amato al mondo.
Le pagelle goliardiche di Inter-Como 3-2 raccontano di una sfida che sembra quasi uno dei tanti microcosmi del compianto Akira Toriyama. Una contesa densa di simbolismi, di momenti epici, di significati e significanti; sul manifesto finiscono senza dubbio Calhanoglu e Sucic, eroi di una partita che ha consegnato ai tifosi l’essenza delle emozioni che forgiano nuovi sostenitori e cementano l’amore di chi già lega il proprio umore al destino dei colori del cuore.
INTER-COMO 3-2 PAGELLE GOLIARDICHE
FRANCESCO ACERBI: 7+
‘…Senza venir percosso, perchè io invece posso’, canticchiava spensierato nel tunnel il buon Francesco; fan di Elio e le storie tese? Anche, in realtà voleva principalmente preannunciare il piano diabolico ai danni di Douvikas. Proprio come nella parabola decantata dalla celebre band; il difensore nerazzurro, indossando di nascosto un paio d’occhiali, ha tramortito il centravanti greco che mai ha potuto anche solo accennare una minima reazione. Persino l’arbitro, all’ennesima protesta, pare abbia risposto: ‘…Ha il dono della svista!’. FRANCESCO ‘IL PUGILISTA’
PETAR SUCIC: 9
Il vero ‘Paz’ in campo è Petar che prima della gara decide di gasarsi con Notte di mezza estate di Bennato e Britti pur essendo ancora totalmente incapace di disquisire in italiano. Eppure quella strofa densa di ambiguità ed entusiasmo deve aver smosso qualcosa nel cuore del centrocampista croato: ‘C’è qualcosa che non sai cos’è, ma sai che c’è nell’aria, e c’è stasera…’. Entra nel rettangolo di gioco con lo sfavore del pubblico ma in poco più di mezz’ora ribalta gli avversari e viene osannato dai sostenitori come un qualsiasi attore turco al cospetto di una mandria di over 50. BATTI, BATTI LE MANI; TIRA FUORI LA LINGUA, SBATTI I PIE…IL COMO FUORI DALLA COPPA!
HAKAN CALHANOGLU: 9,5
E’ stata di recente ritrovata una pergamena con un pezzo dell’Iliade di Omero all’interno di un sarcofago egizio d’epoca romana, ma sarà davvero così? Secondo alcune indiscrezioni, l’opera racconterebbe invece di un eroe turco dotato di un piede destro quasi magico; potente e sinuoso, chirurgico e cinico. Ad Hakan fischiano le orecchie dopo la prestazione con il Como e gira voce che a fine gara sia stato colpito da una freccia, precisamente al tallone del suo piede preferito. Nulla di grave per il regista nerazzurro, resta però la curiosità per quanto inciso sulla cuspide del dardo: ‘Da Paride di Casalnuovo, con affetto’. CANTAMI O DIVA […] L’IRA FUNESTA
NICCOLO’ BARELLA: 8
Cesc Fabregas si aspettava forse da lui l’ennesima prestazione condita da un profluvio di invettive ai danni di avversari, compagni e arbitro; l’asso nella manica del centrocampista nerazzurro è stato invece l’esatto opposto. Sotto di 2 reti, qualche tempo fa, avrebbe ricoperto di insulti anche il suo intero albero genealogico; la scorsa sera ha invece ostentato una tale calma olimpica da indispettire perfino il Papa. Resta in campo fino all’ultimo secondo e quando l’arbitro fischia la fine sente il bisogno di sfogarsi urlando parolacce casuali e irripetibili in 23 lingue diverse. PERFORMANCE COLORITA
NICO PAZ: 6,5
Nel primo tempo da estasi non si erge a protagonista ma partecipa con il carisma di chi è prossimo a vincere l’ennesima partita a Fifa in scioltezza. Nella seconda frazione di gioco, quando il vento diventa contrario, si trasforma in una perfetta fusione tra Nico il coatto di zona e sempre Nico un mio ex compagno di classe che, in tutti i modi, cercava attenzione ad ogni nuovo acquisto di un capo d’abbigliamento firmato. Dribbla l’aria e irride il suo amico immaginario con un tunnel; a fine gara si aspetta l’MVP ma l’unico riconoscimento per lui è un peluche lanciato dagli spalti. START -> RIAVVIA PARTIA -> IMPOSSIBILE RIAVVIARE
BATURINA: 7++
Mia nonna pensava fosse il nome di una nuova malattia, in effetti per 60 minuti è sembrato una vera e propria patologia per l’Inter di Cristian Chivu. Una spina nel fianco, un malessere costante capace di creare scompiglio tanto in attacco quanto in difesa; la cura per i nerazzurri arriva grazie al connazionale, Sucic. Il croato fa partire uno dei brani più inflazionati in Dalmazia per le coreografie di Nijemo Kolo, tradizionale danza del Paese; Martin si commuove pensando alla sua terra e da quel momento smette letteralmente di giocare costringendo Cesc Fabregas al cambio. NOSTALGIA CANAGLIA





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